26.056.352 +1: 1 e 1/2 a testa e abbiamo vinto.
Secondo le statistiche Istat la popolazione votante italiana è di 50.112.703.
Il nostro quorum per il referendum è quindi di 26.056.352 +1
In tv ovviamente non si parla di referendum, o se ne parla poco, o se ne parla male. Insomma non si capisce.
Però c’è il web, e sul web ci sono mezzi nazionalpopolari quasi come la tv.
Uno a caso: facebook.
In Italia gli utenti attivi su facebook sono 19.208.440 (dato aggiornato al 19/04/2011 su Checkfacebook). Togliamo il 19% di minorenni. Arriviamo a 15.558.837.
Togliamo quella percentuale che per ideologie politiche conformi al partito attualmente in maggioranza al governo è avverso al referendum.
Secondo il sondaggio di EMG per LA7 del 18/04/2010 sono circa il 42,1% della popolazione dato che però va normalizzato calcolando anche gli astenuti.
Abbiamo dunque il 31,9% che per appartenza politica vuole centrali nucleari,
acqua privata e leggitimo impedimento (che vita grama). 4.963.269.
Togliamo pure questi.
Arriviamo a 10.595.568 - utenti facebook attivi maggiorenni che non votano la maggioranza.
Questo è il nostro obiettivo: andare tutti e 10 milioni a votare, il 12 e il 13 giugno.
Quindi ricordare costantemente a tutti i nostri amici che BISOGNA ANDARE A VOTARE.
Ma facebook non è l’universo, e per raggiungere il quorum mancano ancora 15.096.785.
Vuol dire che ognuno di noi deve portare almeno un votante e mezzo dei non iscritti a facebook. e ovviamente fargli votare SI.
E se siete fuori sede ricordatevi che potete votare in una città diversa da quella di residenza offrendovi come rappresentante di lista.
coniglier
KEBRILLAH
protezione incivile.
stasera non va in onda Ballarò. invece vanno in onda Repliche di Circo. che forse è il nuovo programma di approfondimento politico di RaiTre. o forse no
per poche ore non è un uomo libero.
Ben Asri Sabri ha perso contro il tempo, e contro la polizia che l’ha tirato giù dal tetto del CIE di Torino.
Tra poche ore avrebbe ricevuto un foglio di via e sarebbe stato ‘libero’ di tornare a casa o emigrare o restare clandestino.
E invece l’hanno tirato giù e lo rimandano a casa.
http://www.altracitta.org/2010/07/22/a-un-passo-da-cielo-un-uomo-libero-solo-sul-tetto/
La cosa - José Saramago
“Non vedo come altrimenti la potrei chiamare. Una cosa pericolosa, una cosa che organizza feste e orge. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di costituirsi come la morte morale del Paese di Verdi se un rigurgito profondo non verrà dalla coscienza degli Italiani prima che il veleno non corrompa le vene e non atrofizzi il cuore di uno dei Paesi europei più ricchi di cultura. I valori fondanti della convivenza umana vengono calpestati tutti i giorni dalla consistenza vischiosa della cosa di Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, c’è anche la capacità funambolica di abusare delle parole, stravolgendo in modo perverso le emozioni e le intenzioni, come nel caso del Popolo delle Libertà, il nome del partito tramite il quale è andato al potere. L’ho chiamata “delinquente” questa cosa e non me ne pento. Per ragioni semantiche, che altri sapranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una carica negativa più forte che in altri idiomi europei. Per tradurre in forma chiara e incisiva ciò che penso della cosa di Berlusconi uso il termine nella accezione che la lingua di Dante gli attribuisce abitualmente, nonostante sia dubbioso sul fatto che Dante lo abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “azione delittuosa, in spregio alla legge o ai dettami morali”. La definizione si attaglia perfettamente alla cosa di Berlusconi, non facendo una grinza, quasi come una seconda pelle. Da anni Berlusconi commette delitti di gravità variabile e sempre dimostrata. Tuttavia, non è che disobbedisca di per sé alle leggi, piuttosto le fa fare a salvaguardia dei suoi interessi privati e politici. Non c’è ormai più nessuno che non sappia in Italia e nel mondo di quale natura sia la cosa di Berlusconi e di come sia caduta nella più totale abiezione. E’ il primo ministro italiano, è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché le serva da modello ma questo è il cammino verso la distruzione di valori quali libertà e dignità, valori di cui era impregnata la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi durante le battaglie per l’unificazione, valori che fecero il XX secolo, che sono anche quelli ereditati dall’Europa. E’ questo che la cosa di Berlusconi vuole gettare nella spazzatura della Storia? Glielo permetteranno gli Italiani?”
“El Pais”, domenica 7 giugno 2009
